giovedì 27 agosto 2026

Un film grottesco diretto benissimo: No other choice

Lo scorso inverno ho visto un film che mi ha colpita notevolmente e che (se avete voglia e modo di recuperarlo) adesso è disponibile su Sky/Now: No other choice di Park Chan-wook.


La prima scena del film ci mostra un Yoo Man-su felicissimo nella sua vita, piena, appagante, con una splendida casa, una moglie di cui è innamorato, due figli, due cani, un lavoro di cui è appassionato e redditizio...finché la società della carta per cui ha lavorato venticinque anni non cambia proprietà e riduce il personale (Man-su compreso). Ritrovare un lavoro non è semplice, soprattutto non lo è accettare mansioni inferiori alle sue competenze, rinunciare al mondo dell'industria cartiera, ridimensionare il tenore di vita. Non è il solo nella stessa situazione e, anzi, la concorrenza è troppa, tanto da elaborare un piano per eliminarla tutta. 

No other choice è un film grottesco e molto amaro, ma è anche brillante, profondo e venato da un umorismo nerissimo, che intrattiene e fa riflettere.

Il titolo risuona molte volte nel film e assume varie sfumature di significato nei vari contesti: non si riferisce solo alla situazione (e soluzione estrema) di Man-su, ma anche al rifiuto suo o di altri personaggi di cambiare professione o di trovare altre strategie di cavarsela (come se non fosse possibile una vita diversa, cambiare lavoro, mentalità, stile di vita) e anche al modo con cui i personaggi reagiscono a una domanda, a un imprevisto o a una verità.

Alcune sequenze sono surreali, tra assurdità dei comportamenti dei personaggi, goffaggine e paradossi (aiuti improbabili a nemici immaginari, silenzi e segreti tra persone tra cui dovrebbe esserci fiducia). Alcune scene sono molto macabre, molte sono perfino scomode, ma ogni singolo elemento è funzionale a costruire una storia composita, triste, intrigante per tutti i suoi 140 minuti (anche se si sentono); è un film diretto magistralmente, che mi è dispiaciuto non trovare fra le candidature agli ultimi Oscar (ma ha rappresentato la Corea del Sud come miglior film internazionale e miglior commedia ai Golden Globes 2026, a cui è stato candidato anche Lee Byung-hun).

Giudizio: ⭐⭐⭐⭐

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