Se avessi saputo che i film horror non fanno paura, probabilmente nella mia carriera cinefila ne avrei visti di più.
Io non guardo horror, quasi mai. Probabilmente quelli che ho visto si contano sui palmi di due mani e sono dovuti a 3 possibili motivi: genitore 2 che non ha capito cosa può vedere una bambina e cosa no; candidatura a qualche premio; oppure, come in questo caso, ho il carnet in scadenza e mi devo accontentare di quel che passa il convento, poi, ok, è un fenomeno mondiale, è tratto da una creepypasta, okok, va bene, vado a vederlo.
Ho sempre avuto il terrore di vederli, li ho sempre evitati come la peste, ma guardando Backrooms io mi sono solo annoiata moltissimo.
Anzi, mi correggo, in questi 2 film, perché il primo e il secondo tempo non sono lo stesso film.
Clark (Chiwetel Ejiofor) ha un matrimonio fallito e sta fallendo anche il suo negozio di mobili d'occasione; va da una psicologa Mary (Renate Reinsve), che cerca di spronarlo attraverso il suo metodo, ossia trovare nuove vie che non ci portino sempre a ripetere gli stessi pattern di comportamento, quelli che la nostra mente sceglie in automatico perché a bassa resistenza, collaudati, sui quali siamo certi insomma (almeno il risultato di farci sopravvivere fino a oggi ce lo hanno portato). Nel negozio, dove ormai dorme anche, Clark nota problemi elettrici nel corso della notte e, indagando, scopre che può attraversare una parete e ritrovarsi in queste backrooms, questi non luoghi apparentemente simili a luoghi reali, uffici, corridoi, ma in realtà con tutti qualcosa di strano.
Questi luoghi-non luoghi che hanno un'estensione apparentemente infinita e si trovano in una dimensione diversa dovrebbero essere inquietanti e forse la creepypasta o i video che Kane Parsons ci ha realizzato sopra e che sono una serie su YouTube lo sono anche. Purtroppo Parson ora ci ha diretto un intero film e la cosa ha smesso di funzionare
Primo film: si vedono solo infinite riprese di lunghi corridoi in cui cammina il protagonista con due jump scare di numero. Praticamente l'inquietudine la fa solo la musica (chapeau, questo aspetto è molto ben riuscito), forse qualche ombra ogni tanto dietro un angolo. Ho passato il tempo a pensare a come era realizzato, gli espedienti narrativi usati, il possibile colpo di scena (mi ero fatta pure una mia teoria sui circuiti neuronali a bassa resistenza, poi in realtà la sceneggiatura se ne dimentica) e lo sketch di Panariello sugli horror che si applicava a tutte le scene. Insomma, ho avuto un sacco di tempo per pensare mentre sbadigliavo e non è un buon segno.
In questa parte si accennano ad alcune cose che la sceneggiatura poi dimenticherà di spiegarmi (o è voluto per un sequel?): persone (che non rivedrò), la scena iniziale (che non ho capito se era in relazione con il primo tempo o era un altro personaggio), questi circuiti neuronali di cui parlano tanto, più volte, poi non servono a niente (era più carina la mia idea).
Secondo film: l'unica cosa a cui ho pensato per tutto il secondo tempo è stata "ma nella testa di chi siamo finiti"? La seconda parte rinnega la prima, cambia il protagonista, butta in mezzo mille cose e alla fine del film non ho alcuna risposta su quello che è successo. Questo potrebbe essere anche un bell'effetto, ma mi sento presa in giro per quello che ho visto per tutto il primo tempo, che dura, dobbiamo dirlo, spropositatamente.
Capisco che già è un film di 110 minuti, capisco che se velocizzavamo o tagliavamo parti del primo tempo era un mediometraggio, capisco che deve essere stato divertente creare tutte quelle stanze e ormai me le vuoi far vedere, ma è proprio lento, noioso, privo di eventi.
Insomma, per me è assolutamente un no. La regia non è stata neanche male, alcune scene sono riprese bene, c'è una certa cura per ombre ed effetti, anche quando sono volutamente mocumentary. Sospetto che ci ritroveremo una nomination agli Oscar per le scenografie, che sono davvero molto divertenti e che, almeno secondo me, citano anche Alice nel paese delle meraviglie; buon cast, ottimo sonoro. Pessimo ritmo, storia che forse non ho capito io dove andava o non capisco che è questo il suo buono.
Giudizio: ⭐⭐
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