"Spielberg è tornato!"
L'avete sentito dire anche voi, vero? Perché qualche commento dei critici l'avevo letto e sono entrata in sala a vedere Discolsure Day con ottime aspettative. Sono anche uscita con una sensazione abbastanza positiva, quella di aver visto un discreto action movie (più per la prima parte devo dire, che per l'ultima, in cui stavo anche cominciando a guardare l'ora chiedendomi per quanto lunga ancora l'avrebbe tirata il buon Steven).
Però...però...però...però...
Però è vero che ho passato parte del tempo in sala con mia sorella a indicarci le scene che non avevano senso e a riderne (a bassa voce, ricordiamocelo che di commenti al cinema se ne scambiano pochi e si bisbigliano, sennò con me non ci venite!). Purtroppo secondo i piani produttivi quella non era la reazione che dovevano suscitare quelle scene...
Ma torniamo indietro e procediamo con ordine, per quanto ce lo permetta la pellicola stessa perché la storia inizia in medias res (e penso sia la sola cosa veramente bella di questa sceneggiatura di David Koepp):
Il film inizia e non sappiamo che sta succedendo (era la stessa reazione che ha suscitato in me il trailer "uh, ganzo...ma di che si sta parlando?"). C'è uno zaino con dentro dei file e uno strano oggetto misterioso e ci vorrà un bel pezzo del primo tempo per arrivare a capire che cosa è che ha tentato di prendere Colin Firth (Noah Scanlon) a Josh O'Connor (Daniel), addirittura rapendogli la fidanzata (Jane), e questa cosa mi è piaciuta. Siamo gettati direttamente nel mistero e un pezzetto alla volta ci verrà ricostruito. Mentre Jane e Daniel scappano da questi agenti cattivi di questa agenzia di sicurezza (di cui Scanlon è il capo) che coopera con la Difesa del governo degli USA per tenere nascosta la VERITÀ (come nel migliore dei complotti sugli UFO), a un paio di stati di distanza i comportamenti di una meteorologa stanno causando preoccupazioni. Di punto in bianco Margaret (Emily Blunt) inizia a parlare lingue sconosciute e a leggere la mente delle persone e anche sulle sue tracce si mettono gli uomini di Scanlon.
L'inseguimento, dunque, è doppio. Peccato che gli uomini di questa temutissima Wardex sono stati addestrati da Mr Bean perché non ne fanno una giusta: cercano le loro prende muovendosi tutti nella stessa direzione e senza guardare al di là dei paraocchi, anche quando arrivano con un treno di vetture e quindi sarebbero in schiacciante superiorità numerica; sono armati fino ai denti ma sparano ai bersagli solo quando sono abbastanza lontani da non poterli prendere; si accorgono che qualcuno li manipola mentalmente ma lo lasciano fare. Ce ne è solo uno, poverino, più serio degli altri che alla fine del film giustamente si dimette e va a cercare un altro impiego perché alla Wardex davvero non sono abbastanza seri.
Ora, se spengiamo il cervello e smettiamo di ridere dei goffi tentativi degli agenti della Wardex, il film è divertente nella prima parte; le scene action sono spettacolari (non funzionano bene per quello che ho appena descritto, però sono divertenti da guardare, sono abbastanza veloci, inquadrature e riprese sono fighe, ci sono mezzi di trasporto che si schiantano in vari modi, non è male). La parte retta da Emily Blunt è comica, lo è il rapporto col fidanzato, è la parte leggera del film, mentre il rapporto fra Daniel e Jane si contrappone perché è fatto di tensione per due distinti motivi. Uno dei motivi è legato al controllo mentale che Scanlon a un certo punto prende su Jane e che mi regala delle inquadrature che mi hanno fatto più paura (sinceramente) di Backrooms; l'altro è sul non accordo sui due su cosa si deve fare con la VERITÀ sugli alieni.
E qui si arriva al punto peggiore della scrittura secondo me, perché appena Jane ha pronunciato le sue obiezioni la mia unica reazione è stata "No, non torna". Le argomentazioni non poggiano su nessuna logica (o comunque su una logica molto ristretta e parziale). Il punto secondo Jane, che incarna la posizione della Fede, è che se diamo al mondo la verità, la gente non la reggerebbe.
Questo potrebbe anche essere vero, se mi fosse stato esposto sotto plurimi punti di vista: terrore, perdita di una posizione geocentrica, etc...ma si è scelto di assumere solo un punto di vista teologico, che però fa acqua da tutte le parti, prima di tutto perché prende in considerazione solo e soltanto la fede cristiana e poi perché parte da un assunto sbagliato: se ci sono gli alieni, non c'è più un dio perché le entità extra-terrestri lo sostituiscono. Come prego?
A parte che me lo fai proprio vedere che sono mortali anche loro, ma se qualcuno crede in un creatore dell'universo, allora anche loro grigini (e fatti uguali a sempre, non li cambiamo mai, per carità, ma facciamoli con una cgi migliore per piacere, che loro e quegli animaletti contrastano malissimo con tutto il resto che hanno attorno, per non parlare di quei cervi inquietanti che ti tornano a cercare anche negli incubi) saranno figliol di dio, no?
No, per Jane rubano il posto a dio. Ora, ammettendo che siano divinità (creatori, dunque, e non creati), una religione politeista forse non si farebbe tanti problemi e aggiungerebbe posti a tavola; le religioni monoteiste sarebbero in maggiore difficoltà, ma, come fedele, potresti pensare di aver finalmente identificato la divinità e aver avuto tutte le risposte. Solo se segui il filo del ragionamento di Jane dall'inizio alla fine allora entra in crisi tutta la Fede, perché di punto in bianco, per forza di cose, scopri che non c'è più un unico dio. Anche in questo modo, tuttavia, la visione è parziale e valida solo per una parte di persone. L'affermazione che il mondo non è pronto esclude automaticamente un sacco di persone a cui dei ragionamenti di Jane non importa, banalmente agli atei.
Io ci ho speso due ragionamenti (parziali anche i miei, eh, finalizzati solo a scrivere questa recensione) in più di Koepp, ma credo sia sufficiente a dimostrare che forse questo focus non andava preso se poi non lo si approfondiva per niente e serviva solo a dare due linee di pensiero diverse a Jane e a Daniel (che invece rappresenta la Conoscenza/Scienza e vuole che il mondo abbia contezza di tutto, che non resti all'oscuro perché una piccola oligarchia statunitense ha deciso cosa hanno o meno il diritto di conoscere).
Se proprio vogliamo, una diversa forma di fede ce l'hanno anche le persone che a un certo punto decide di seguire Daniel, capeggiate da questo Hugo (Colman Domingo), che non è migliore di Mr Bean nell'addestrare i suoi ("Uscite tutti" e poi questi aprono la porta perché se ne sono dimenticati o non hanno capito).
L'ultima parte del film, tuttavia, è ingolfata da troppe cose che succedono: proprio quando ti sembra di arrivare finalmente al termine degli inseguimenti e alla Rivelazione, ecco che questa si allunga tantissimo (per fare contenti tutti i complottari di Roswell e nessun altro). Per fare un conto che faccio abitualmente quando un film supera le due ore (e questo lo supera di 25 minuti, ma a volte il conto lo faccio anche quando non le supera), si poteva tagliare qualcosa? La risposta, salvo rarissime eccezioni, è sempre sì.
Concludendo, cosa mi è piaciuto: la regia (son belle le scene action, non tornano uguale per la plot armor, ma son belle), il cast (su tutti Emily Blunt trovo sia stata particolarmente brava, ma in generale a me sono piaciute le recitazioni, del resto hanno preso un premio Oscar e tre pluri-candidati a svariati premi).
Cosa non mi è piaciuto: la scrittura è terrificante (e per me è la cosa più importante in assoluto nel 95% dei casi) e la cgi è brutta tanto che me ne sono accorta persino io.
Dirò una cosa che non piacerà a nessuno: io le musiche di John Williams a fine film non me le ricordavo e non me le ricordo nemmeno adesso, chiedo perdono. Non erano brutte, eh, solo che non mi sono rimaste impresse, quindi non riesco a metterle né nella prima, né nella seconda categoria.
Giudizio: secondo me alla sufficienza ci arriva, dai, in sostanza confermo quello che ho detto uscita dalla sala: discreto ⭐⭐⭐
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